Pace e stabilità del Mediterraneo: Audizione del Ministro Lorenzo Guerini

Roma, 22 apr 2021 – “La Difesa sta dando un contributo sostanziale alla sicurezza dell’area del Mediterraneo, attraverso una combinazione di capacità che la rendono estremamente attagliata a supportare la nostra politica estera e a diventare in certi contesti lo strumento necessario.

Ciò avviene attraverso la presenza in profondità con funzioni di sorveglianza aerea e navale, dissuasione e intervento immediato e con la capacità di contribuire al miglioramento della sicurezza nei paesi partner con la formazione e l’addestramento e grazie al robusto network di relazioni che abbiamo sviluppato con tutti i Paesi della Regione”.

Così il Ministero della Difesa Lorenzo Guerini nel corso dell’audizione – svolta in videoconferenza – davanti alla III^ Commissione Esteri della Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla politica estera dell’Italia per la pace e la stabilità nel Mediterraneo.

L’area del Mediterraneo è senza alcun dubbio un contesto geografico di importanza centrale ed inconfutabile per la salvaguardia della sicurezza e per la protezione degli interessi strategici del nostro Paese. Da qui l’impegno della Difesa illustrato dal Ministro Guerini che nel suo intervento ha sottolineato “il grande lavoro svolto nell’ambito della dimensione militare delle organizzazioni internazionali di riferimento, che ha consentito di restituire centralità al sistema mediterraneo nelle politiche di difesa e di sicurezza ed altresì nella proiezione di stabilità”.

“Abbiamo contingenti militari cardine nella missione ONU in Libano, nella missione NATO in Kosovo e nella missione europea IRINI cui si aggiungono gli impegni nelle operazioni Sea Guardian e Mare Sicuro” ha aggiunto.

Guerini ha sottolineato, inoltre, l’importanza che l’Unione Europea assicuri “un’unica regia nell’azione dei Paesi europei nell’area, che abbracci che abbracci le progettualità non solo della dimensione militare ma di tutti quei settori della società civile indispensabili al rafforzamento delle istituzioni statuali, un impulso che solo l’Unione può dare”.

Dopo una panoramica sul Mediterraneo Allargato “spazio geopolitico multidimensionale che ricomprende paesi, culture e società differenti ma sempre più strettamente interconnessi, dal punto di vista economico e della reciproca sicurezza, caratterizzata da crisi e problematiche i cui effetti si riverberano, inevitabilmente, sulla nostra Regione”, il Ministro ha spiegato che l’azione della Difesa italiana si proietta ormai da anni ben oltre l’area geografica racchiusa dal “mare nostrum”. Da qui l’esigenza di una ulteriormente riflessione costruttiva in merito alla politica estera del Paese, vista nella prospettiva della Difesa, in chiave di pacificazione e di stabilizzazione dell’area, sintetizzata dal Ministro in tre punti.

“I rischi e le minacce attuali traggono origine anche molto al di fuori dello specifico contesto geografico di riferimento; ciò è il prodotto di un deciso allargamento della scala delle crisi in atto che caratterizza in particolare il nostro vicinato meridionale, con effetti sistemici e trasversali di portata sempre più ampia” ha detto Guerini.

“La geopolitica del Mediterraneo è oggi caratterizzata dalla proiezione di influenza di vecchi e nuovi attori. Un fenomeno che non ci deve sorprendere, in quanto è il risultato di mai sopite ambizioni di conquistare profondità strategica, sia in chiave di contenimento dei competitors che in un’ottica di accesso a nuove risorse o a mercati che offrono prospettive remunerative.

A questo è ascrivibile la crescita della presenza di capacità militari in tutta la regione, con particolare riferimento al dominio marittimo in cui si assiste anche al preoccupante fenomeno di erosione della libertà e della sicurezza di transito” ha aggiunto.

Infine, il Ministro ha sottolineato che “La funzione insostituibile di nesso geografico delle acque del mare nostrum è cresciuta significativamente in diretta proporzione all’aumento della circolazione di risorse e di prodotti finiti. Di conseguenza la tutela delle linee di traffico e soprattutto dei passaggi obbligati è fondamentale per la prosperità di tutti i paesi rivieraschi, Italia in primis” (fonte: difesa.it).

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