La riforma dell’Irpef doveva essere più generosa: difficile parlare di equità per i redditi bassi

Roma, 13 dic 2021 – UNA RIFORMA DELL’IRPEF CHE NON CI CONVINCE. NON VEDIAMO GUADAGNI PER IL PERSONALE IN SERVIZIO. FORSE E’ ANCORA PRESTO PER GIUDICARE E CAPIRE? A fronte di una riduzione IRPEF di qualche decina di euro al mese, bisogna capire che fine faranno gli attuali bonus da 80 e da 100 euro che per molti si tratta anche di 1.200 euro netti all’anno. Se vengono tolti i bonus la perdita stipendiale e’ piu’ che netta. Se invece vengono operate riduzioni IRPEF ma nel contempo spostando i bonus sulla detrazione lavoratore, allora ci si puo’ ragionare e forse guadagnarci qualcosa. Ma come tutti i giochetti contrattuali o fiscali che da qualche decina e decina di anni ci rifilano, c’e’ poco da stare allegri: mica siamo DIRIGENTI…!

PER CERCARE DI CAPIRE UN PO’ MEGLIO LA SITUAZIONE SULLA RIMODULAZIONE DELL’IRPEF VI SUGGERIAMO LA LETTURA DEL SEGUENTE ARTICOLO DE ILFATTOQUOTIDIANO.IT

La manovra di bilancio per il 2022 conterrà novità di rilievo per quanto riguarda la struttura dell’Irpef. C’è ancora incertezza sulla struttura definitiva che verrà presentata in Parlamento, ma i tratti salienti della proposta, che ha suscitato la reazione dei sindacati e contribuito alla decisione di Cgil e Uil di annunciare uno sciopero generale, sembrano ormai chiari. L’ARTICOLO COMPLETO CONTINUA QUI >>>

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2 thoughts on “La riforma dell’Irpef doveva essere più generosa: difficile parlare di equità per i redditi bassi”

  1. In Italia cosa semplici non esistono e per un solo motivo ” non devi comprendere che stiamo usando gli stessi soldi in modo diverso”. A me sembra il gioco delle TRE carte, alla fine vince chi dirige. Poi, ogni giorno trovi su giornali e quotidiani somme diverse dei tagli Irpef 2022, non si capisce un bel niente…

  2. “La riforma dell’Irpef doveva essere più generosa: difficile parlare di equità per i redditi bassi”
    Visto il titolo dell’articolo per una migliore comprensione della situazione del carico IRPEF nei confronti cittadini consiglio di vedere il seguente video e poi ognuno potrà fare le proprie considerazioni:

    https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/irpef-ed-evasione-fiscale-chi-paga-davvero-quanto-sanita-assistenza-scuola/ad03d0ca-5b29-11ec-b816-7f846470eaec-va.shtml

    Personalmente ritengo che l’assistenzialismo gratuito dato dal reddito di cittadinanza sia una delle più grosse ingiustizie fatte nei confronti di chi ogni giorno va a lavorare. Intendiamoci..ci può stare per dare momentaneamente un aiuto a chi è in difficoltà e non percepisce indennità di disoccupazione o altre forme di assistenza, ma che diventi un diritto acquisito a tempo indeterminato per troppi (abili al lavoro) non lo digerisco proprio, senza contare che venga elargito pure agli stranieri (romeni, pakistani etc … cronaca racconta ..) gente che dovrebbe arrivare nel nostro paese per lavorare e non per fare la pacchia (non è questione di razzismo !!). Il tutto senza tralasciare il fatto che molti vanno in pensione a 67 anni dopo decenni di lavoro e di contributi versati percependo meno di 1000 euro al mese!!
    Inoltre, sempre a parer mio, andrebbe stabilita una aliquota IRPEF minima per qualunque reddito (il 5% per esempio) per poi crescere fino ad un massimo del 25% (soglia considerata il limite equo da parte della cittadinanza) per poi adirittura andare a decrescere per i redditi più alti (decrescere di un 1% alla volta per scaglioni, tanto comunque la cifra versata crescerebbe) questo per invogliare e favorire l’emersione del “sommerso”. Infatti basta vedere tutti gli sportivi (Sinner, Nibali etc) e altre categorie che appena possono spostano la residenza in paesi con regime fiscale più favorevole al 43% che sarebbero costretti a pagare in Italia.

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