Roma, 30 mar 2022 – La riforma sulle pensioni militari del 2023 potrebbe restare invariata fino all’anno 2024. Una novità che renderebbe sempre più “poco appetibile” la forma contributiva prevista per le forze armate e per l’ordine di polizia.
L’ultima circolare dell’INPS (CLICCA QUI PER VISIONARE LA CIRCOLARE>>>>>) però, sembrerebbe esser piuttosto chiara: per via della pandemia da Covid-19 e per la situazione economica italiana, per i prossimi due anni l’età pensionabile e i cedolini pensionistici dovrebbero rimanere invariati.
Di seguito, le regole previste fino alla fine del 2024 per la pensione da stinare a militari, carabinieri, poliziotti ed infine vigili del fuoco.
Riforma pensioni militari: importi ed età pensionabile
La riforma per le pensioni militari non dovrebbe subire cambiamenti fino al 31 dicembre del 2024. Dunque le regole che si susseguirebbero fino a quel momento, sono le stesse riportate nella circolare INPS 62/2018.
Le Forze dell’Ordine infatti, non possono accedere alla Riforma Fornero del 2011, la stessa che ha incluso nel suo documento la “pensione anticipata” e la “pensione di vecchiaia“. Entrambi gli aspetti vengono esclusi per il personale addetto a:
Forze Armate (Esercito, Marina e Aeronautica);
Arma dei Carabinieri;
Corpo della Guardia di Finanza;
Forze di Polizia d’ordinamento civile (Polizia di Stato e Penitenziaria);
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
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Qualcuno dovrebbe spiegare all’autore dell’articolo che l’INPS non è un organo legislativo né di governo. Le decisioni su eventuali riforme e tempi di applicazione sono regolati dalle leggi.