NONNISMO – IL CASO GIULIA SCHIFF ALLIEVA UFFICIALE DELL’AERONAUTICA MILITARE

Roma,14 dic 2020 – (di Ferdinando Camon – Avvenire.it) – Ma i marines vengono addestrati e preparati ancora con i sistemi del sergente maggiore Hartman, descritti in “Full Metal Jacket”? I marines sono soppiantati, come corpo d’élite delle forze americane, dai Seals, e i Seals sono addestrati più duramente dei marines, perché vengono poi impiegati in missioni più dure e più pericolose, che richiedono più audacia, più forza, più sprezzo del pericolo.

Il punto più critico di questo addestramento militare sta nel fatto che gli uomini trasformati in killer per l’esercito, la marina o l’aeronautica poi, se vogliono uscire dalla vita militare e tornare nella vita civile, non riescono più a tornare com’erano, pacifici e borghesi.

Qualcosa in loro si è alterato per sempre. I marines in congedo si sono inventati un motto, semplice e spaventoso, per indicare questa irreversibilità della loro educazione, e il motto dice: «Una volta marine, per sempre marine». Non so cosa succeda nell’esercito americano, quel che so me l’hanno raccontato i film, e aspetto nuovi film per saperne di nuove.

Tutto il primo tempo di “Full Metal Jacket” può dirsi un ininterrotto e violento atto di nonnismo. Il sergente maggiore Hartman vuol farsi odiare, perché dice: «Più mi odierete e più imparerete». Il perfetto soldato vien forgiato con i soprusi. Deve sopportare. Deve imparare che la sopportazione dei soprusi lo rende violento, e il violento è più del forte. Il film di Kubrick termina con il manipolo di marines che ammazzano una ragazza vietnamita che difende il suo villaggio, e commessa questa uccisione intonano il canto di “Topolino”, spensierato e innocente.

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