MONDO ASSOCIATIVO-SINDACALE MILITARE / Una delegazione dell’USMIA ricevuta dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Enzo Vecciarelli

Roma, 30 gen 2020 – COMUNICATO STAMPA. VISITA AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA. USMIA rivolge un sentito ringraziamento al Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Enzo Vecciarelli che ha ricevuto una delegazione interforze di USMIA composta dal Presidente Maurizio Palmese, dal Segretario Nazionale Esercito Fabio Elettrico, dal Segretario Nazionale Aeronautica Militare Vincenzo Tesoro, dal Segretario Nazionale per l’Arma dei Carabinieri Angelo Famiglietti. Nell’occasione sono stati sinteticamente delineati gli obiettivi dell’Associazione nonché la peculiarità della sua organizzazione interforze composta dagli appartenenti alle 4 Forze Armate e, pertanto, del tutto simmetrica a quella dello Stato Maggiore della Difesa.

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Si è convenuto sul fatto che tale caratteristica organizzativa risponde alle tradizioni e ai valori che sono posti alla base della stessa organizzazione della Difesa e che un approccio alle varie tematiche improntato a senso di responsabilità, ragionevolezza, altruismo e unitarietà di intenti possa consentire di affrontare con maggiore efficacia e concretezza le annose e complesse problematiche che riguardano il personale militare. L’affermazione secondo la quale il personale rappresenta la risorsa fondamentale dell’organizzazione militare, rischia di apparire come un mero esercizio di retorica, in mancanza di una concreta, tangibile programmazione di interventi di breve e medio termine, opportunamente finanziata con assegnazioni di bilancio integrative e specificamente dedicate al settore del personale.

La politica di Bilancio della Difesa addirittura riduttiva nel corso dell’ultimo decennio è risultata assolutamente incompatibile rispetto alle maggiori necessità di risorse finanziarie richieste, per contro, da Forze Armate caratterizzate da un modello interamente professionale che hanno necessità di interagire con altre Forze Armate Alleate e di operare in scenari che vedono aumentare i rischi di instabilità nelle aree di interesse strategico. Nelle attuali ripartizioni di bilancio le sole spese del personale ammontano a ca. il 75% del totale, con conseguente riduzione delle risorse destinate al funzionamento e investimento e completa disarmonia rispetto agli obiettivi che erano stati prefigurati con la legge 244/2012 concernente la “revisione dello strumento militare nazionale”.

Ad oggi appaiono urgenti interventi a 360° in tutti i settori di interesse:
– complessiva revisione delle Carriere del personale non direttivo e direttivo tale da
garantire una necessaria, progressiva crescita professionale, su base meritocratica
nel corso dell’intera carriera;
– l’allineamento delle esigenze organiche a fronte delle professionalità
effettivamente disponibili;
– incrementi organici commisurati alle effettive esigenze di ciascuna Forza Armata;
– investimenti nel campo formativo con pieno riconoscimento dei titoli professionali
conseguiti in ambito militare;
– idonee ed efficaci politiche di ricollocamento nel mondo del lavoro quando
necessario;
– adeguamento delle indennità compensative dei lavori usuranti e pericolosi quali
emolumenti che, facendo riferimento a risorse finanziarie sistematicamente
insufficienti, determinano spesso malcontento e sperequazioni tra le diverse
specialità di personale impiegato;
– inadeguatezza delle indennità di trasferimento per il personale soggetto ad alta
mobilità;
– sensibile carenza degli alloggi si servizio con almeno 5.000 unità abitative ad oggi
inagibili, a causa della mancanza delle risorse finanziarie necessarie per i relativi
interventi di ristrutturazione;
– inadeguato sistema pensionistico militare, considerato, tra l’altro, che a distanza
di ca. 25 anni, e a differenza di quanto avvenuto in altri settori della P.A., non è
stata attivata la previdenza complementare (c.d. secondo pilastro), prevista sin dal
1995 dalla “riforma” Dini (legge n. 335), la quale avrebbe dovuto integrare la
pensione erogata dall’organismo di previdenza pubblica obbligatoria (c.d. primo
pilastro);

– Sviluppo di un moderno welfare militare volto a garantire al personale e alle rispettive famiglie idonee forme di supporto, ancor più impellenti per coloro che sono trasferiti in sede diverse da quelle di normale residenza, quali asili nido, organismi di protezione sociale, benefits, agevolazioni, sportelli di orientamento, accoglienza, monitoraggio / sostegno, in particolar modo, a favore di coloro che versano in particolari difficoltà (sanitarie, familiari, economiche).

Relativamente alla legge concernente le Associazioni professionali a carattere sindacale si è convenuto sulla urgente necessità di disporre, in tempi brevi, di una disciplina rispondente all’esigenza di garantire una adeguata ed efficace rappresentatività in tempi brevi. Nel merito, il Segretario Nazionale EI Fabio Elettrico ha tenuto a sottolineare come in nessun modo le future attività sindacali potranno valicare i limiti imposti dai valori etici, dai principi e dalle norme della disciplina che regolano i comportamenti e i rapporti tra i militari, i quali dovranno sempre avere a riferimento i doveri che derivano dagli obblighi assunti da ciascuno con il giuramento prestato.

In considerazione delle sensibili e urgenti esigenze del personale militare si confida in un sollecito interessamento del mondo politico affinché possano essere affrontate in maniera risolutiva e con spirito bipartisan le impellenti questioni sinteticamente
delineate.

Roma, 29 gennaio 2020
LA SEGRETERIA NAZIONALE

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