Cgil, Cisl e Uil si chiude la ‘settimana di mobilitazione a Roma per il lavoro’

Roma, 18 dic 2019 – TG E GIORNALI SE POSSONO NON NE PARLANO. Una notizia che se la cerchi devi andarla a prendere da chi protesta in piazza. Dal sito del Sindacato CGIL. Terzo ed ultimo appuntamento per la ‘settimana nazionale di mobilitazione per il lavoro’ proclamata da Cgil, Cisl e Uil. In piazza Santi Apostoli a Roma si sono svolte tre manifestazioni assemblea per porre al centro le questioni del lavoro: il 10 dicembre si è parlato di mezzogiorno, industria, servizi e di sviluppo ambientalmente sostenibile, di licenziamenti, occupazione e vertenze aperte, dell’estensione degli ammortizzatori sociali, di riforma degli appalti e dello ‘sblocca cantieri’; il 12 dicembre, di rinnovo dei contratti pubblici e privati, del superamento dei contratti pirata, della riforma e delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione, della defiscalizzazione degli aumenti contrattuali.

Oggi (17 dicembre) la piazza ha rivendicato una riforma fiscale che garantisca una redistribuzione a vantaggio di lavoratori e pensionati, e si è espressa contro l’evasione; per la previdenza, per un’effettiva rivalutazione delle pensioni e per una vera riforma della legge Fornero; per un welfare più giusto e una legge sulla non autosufficienza.

“In questo momento stanno votando in Parlamento la fiducia alla legge di Stabilità, nella quale ci sono alcune cose che condividiamo, ma molte delle nostre richieste contenute nella piattaforma unitaria non sono ancora state accolte. Il cambiamento non è ancora sufficiente”, lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini intervenendo  in chiusura dal palco in piazza Santi Apostoli. “La nostra mobilitazione, iniziata a febbraio e proseguita fino ad oggi – ha detto Landini -, dovrà continuare, è l’impegno che ci prendiamo”, perchè “non esiste alcun cambiamento che non sia fondato sui diritti di chi lavora e sia costruito insieme ai lavoratori, alle lavoratrici e ai pensionati”.

“Abbiamo bisogno di ottenere dei risultati concreti e produrre un cambiamento reale delle condizioni di vita e di lavoro delle persone che rappresentiamo. Non è un caso – ha aggiunto il leader della Cgil – che il primo appuntamento lo abbiamo dedicato al lavoro e alle crisi, per mandare un messaggio chiaro: bisogna superare la precarietà e affermare con forza che il lavoro senza diritti non è un lavoro”.

Landini ha poi ricordato che “il governo si è impegnato con noi ad aprire i tavoli di trattativa sin da gennaio, sulla riforma delle pensioni, per cambiare la legge Fornero, e per una vera riforma fiscale, sugli investimenti e sul rinnovo dei contratti”. “O il cambiamento è concreto o allargheremo la mobilitazione: per noi i governi si giudicano da ciò che fanno. Non siamo disponibili a farci prendere in giro da nessuno”. (cgil.it)

 

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